martedì 16 gennaio 2018

Fratello Joseph Bassi with Domenico Sanna e Max Ionata: “Ciao… Amore” [Albore. 2017]


Registrate presso il Groovefarm Studio di Roma nell’ottobre 2015, le nove tracce di “Ciao… amore” sono, nelle parole di Giuseppe Bassi, «[…] un richiamo allo spirito dell’amore, in un momento in cui sembra essere abbandonato». Un sentimento che il bassista esprime in musica, insieme a Max Ionata al tenore e Domenico Sanna al pianoforte, attraverso un’estetica costruita con estremo equilibrio formale e con un modo di sottrazione che rasenta l’essenzialità. I suoni del trio non si aggrovigliano, ma muovono in spazi sempre nuovi dove scavano profondi solchi espressivi. Tempi moderati e temi cantabili per un insieme che rimanda l’idea di un mosaico, fatto di tessere millimetriche, tanto spontaneo quanto pensato nel dettaglio. Le foto di copertina è di Giuseppe Bassi.

venerdì 12 gennaio 2018

Antonio Ragosta: “Dall’infinito al mondo” [Glider Media Group Ltd, 2017]



“Dall’infinito al mondo” dà seguito alla discografia nelle vesti di leader di Antonio Ragosta, dopo l’apprezzato “Il mare e l’incanto a Roma est” del 2013. Il chitarrista e polistrumentista napoletano, di stanza nella capitale, ha nel frattempo arricchito il proprio bagaglio artistico, che riversa nelle tracce di questo nuovo lavoro, nel quale si incontrano diverse correnti stilistiche. Oltre al jazz, qui inteso come feeling strumentale ed espressivo, si avverto echi mediterranei, blues e riferimenti al rock. In scaletta, oltre agli originali, troviamo anche Anime salve, di Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati, e Femme Fatale, di Lou Reed, brani che esaltano le doti melodiche di Ragosta, capace sia di passaggi fatti di brevi accenni sia di situazioni timbricamente più ruvide. La voce di Teresa Matrone, ospite in alcuni brani, amplia l’orizzonte estetico di un album pensato e curato nel dettaglio.

                                         

sabato 6 gennaio 2018

Jano: “The Place Between Things” [Via Veneto Jazz, 2017]



“The Place Between Things” è per gli Jano, che in questo nuovo album si presentano in formazione rinnovata a settetto, uno snodo cruciale del proprio percorso artistico, sia per l’ampliamento dell’ensemble sia per la proposta musicale che si è fatta maggiormente incentrata sugli aspetti melodici e sulla cantabilità dei temi. È la voce di Alessia Martegani, e dell’ospite Linda Valori nel brano Hurry Up, With Pain, Henry, a catalizzare l’ascolto grazie al suo approccio mutevole, capace di spaziare dal mainstream a situazioni dal piglio contemporaneo. In scaletta troviamo originali scritti dal pianista Emiliano D’Auria, il quale organizza strutture timbriche flessibili, con fiati, batteria, basso elettrico ed effetti, che si materializzano in un territorio di mezzo tra atmosfere acustiche e sonorità elettriche ed elettroniche.


venerdì 5 gennaio 2018

Dino Rubino: “Where Is The Happiness?” [Tǔk Music, 2017]


Con “Where Is The Happiness?” Dino Rubino rinnova la collaborazione con la Tǔk Music di Paolo Fresu, per la quale ha già pubblicato tre album. In questo nuovo capitolo Rubino (pianoforte e flicorno) si avvale della presenza di Emanuele Cisi (tenore) e dei già artisticamente frequentati Angelo Bonaccorso (corno), Gaetano Cristofaro (clarinetto basso), Giuseppe Mirabella (chitarra), Paolino Dalla Porta (contrabbasso) e Adam Nussbaum (batteria). Quello che si ascolta è un lavoro concettuale, basato sulla ricerca della felicità che ognuno può rintracciare in maniera personale, tradotto da una musica che ha nel suo nucleo estetico la cantabilità delle melodie, che risultano spesso solari, liriche, anche se non mancano alcuni passi introspettivi, come accade in Etna. All’interno del booklet troviamo undici poesie scritte da Rubino, ognuna abbinata a un brano, mentre l’artwork è curato dell’illustratrice polacca Joanna Gniady.

                                           

mercoledì 3 gennaio 2018

Tommaso – Marcotulli – Paternesi Trio: “Around Gershwin” [Parco della Musica Records, 2017]

Il repertorio di questo lavoro non è del tutto incentrato sulle composizioni di George Gershwin, come il titolo potrebbe lasciare intendere, ma si basa principalmente su pagine originali scritte da Giovanni Tommaso (contrabbasso), per l’occasione in compagnia di Rita Marcoltulli (pianoforte) e Alessandro Paternesi (batteria). A colpire è l’equilibrio di arrangiamento che Tommaso ottiene tra i suoi spartiti e quelli del compositore americano, alcuni dei quali molto celebri come l’iniziale But Not For Me, per un insieme che respira in maniera univoca, producendo una contemporaneità espressiva peculiare e di estremo valore artistico. Momenti intimi e introspettivi, come in Wintertime, danno soluzione a situazioni dal maggiore piglio ritmico, nelle quali Paternesi si rivela sia come funzionale ingranaggio sia come elemento espressivo pronto nel cogliere i cambiamenti di direzione suggeriti da Tommaso e Marcotulli.